Giro ad anello dei Piani del Lesima

Giro ad anello dei Piani del Lesima

Giro ad anello dei Piani del Lesima – Un cammino tra crinali, silenzi e vette dell’Appennino
Sentiero CAI 123 – Lunghezza: 10,6 km | Dislivello: 670 m | Durata: 4 ore | Difficoltà: E

Nel cuore dell’Appennino ligure-piacentino esiste un sentiero che è molto più di un semplice percorso escursionistico: è un viaggio completo, un piccolo concentrato di bellezza selvaggia, panorami infiniti e silenzi rigeneranti. Parliamo del giro ad anello dei Piani del Lesima, un itinerario che si sviluppa seguendo in gran parte il sentiero CAI 123, toccando alcune tra le cime e i luoghi più suggestivi della zona: Monte La Colla, Monte Terme, Monte Tartago, fino a raggiungere la vetta simbolo del territorio, il maestoso Monte Lesima, con i suoi 1.724 metri.

Piani del Lesima – Il punto di partenza

Il punto di partenza è l’ampia zona erbosa dei Piani del Lesima, facilmente raggiungibile in auto tramite una strada panoramica che sale da Zerba o da Capanne di Cosola. Questo vasto altopiano, circondato da boschi e pascoli, è una base perfetta per iniziare il cammino: il paesaggio è già aperto e invita a lasciarsi alle spalle la quotidianità.

L’inizio del sentiero è ben segnalato: si seguono le indicazioni del CAI 123, che accompagnano per tutta la giornata con segnavia regolari e chiari.

La salita verso Sella la Colla e Monte La Colla

La prima parte del percorso è una salita dolce e progressiva che conduce alla Sella la Colla, una sella erbosa da cui iniziano a vedersi i primi scorci panoramici. Da qui si raggiunge il Monte La Colla, una cima modesta in altitudine ma suggestiva per la sua posizione, immersa tra boschi. Il panorama si fa più ampio, e lo sguardo inizia a spaziare verso l’Oltrepò pavese, le valli piacentine e la dorsale appenninica.

Monte Terme, Passo della Ritorta e Colle del Terme

Il sentiero prosegue in leggera discesa e poi risale verso il Monte Terme, una vetta dal profilo dolce ma estremamente panoramica. In questa zona si cammina spesso lungo crinali esposti e aperti, sempre accompagnati dal vento che caratterizza questi luoghi.

Si attraversano poi il Passo della Ritorta e il Colle del Terme, due punti di transizione dove la vegetazione cambia: dai prati si torna brevemente nel bosco, per poi riemergere tra le rocce e i tratti più selvaggi del percorso.

Monte Tartago – Il cuore selvaggio del percorso

Uno dei momenti più intensi dell’escursione è l’ascesa al Monte Tartago, una cima meno conosciuta ma straordinariamente affascinante. Qui il sentiero diventa più impegnativo, con tratti rocciosi e dislivelli più marcati. La presenza umana si fa quasi nulla, e il paesaggio diventa autentico, crudo, selvaggio. È il tratto ideale per chi ama l’escursionismo vero, lontano dalle mete più frequentate.

Dalla vetta del Tartago si apre una visuale magnifica sul percorso fatto finora e sulla prossima meta: l’inconfondibile profilo del Monte Lesima, sormontato dalla grande cupola radar bianca.

Monte Lesima – La vetta regina

La salita al Monte Lesima è il momento clou del giro. Il dislivello si fa sentire, ma la vista che si guadagna in cima ripaga ogni sforzo. La cupola radar dell’Aeronautica Militare, visibile da gran parte del percorso, domina la vetta e dona al paesaggio un tocco surreale. Da quassù, nelle giornate più limpide, si possono ammirare le Alpi a nord, il Monviso, il Monte Rosa, e tutto l’Appennino che si snoda verso sud.

Il Lesima è un luogo che invita alla sosta: non solo per riprendere fiato, ma per assaporare il momento, ascoltare il vento, guardare lontano.

La discesa verso Prato Cavanna e il ritorno

Dopo aver goduto della vetta, il sentiero prosegue in discesa verso Prato Cavanna, una zona di pascoli che offre un paesaggio più dolce e rilassante. Qui si cammina tra prati aperti e zone alberate, con i colori che cambiano a seconda della stagione: il verde acceso della primavera, il dorato dell’estate, le mille sfumature del foliage in autunno.

Il sentiero si chiude ad anello rientrando ai Piani del Lesima, completando così un percorso vario, intenso e profondamente appagante.

Considerazioni finali

Questo giro ad anello è un vero concentrato di Appennino: crinali, boschi, vette, pascoli, silenzi profondi e paesaggi mozzafiato. È adatto a escursionisti con un buon allenamento, abituati a camminare su sentieri di montagna e a gestire dislivelli importanti. Il tracciato è ben segnato, ma richiede attenzione nei tratti più impervi, soprattutto sul Tartago e nella discesa dal Lesima.

Consigli utili:

  • Non ci sono fonti d’acqua lungo il percorso.
  • Il meteo può cambiare rapidamente: portare abbigliamento tecnico e antivento.
  • Ideale in primavera e autunno, quando la temperatura è più mite e i colori del paesaggio sono al massimo della loro bellezza.

Perché farlo?

Perché è una bellissima escursione, non solo per i paesaggi, ma per la sensazione di libertà, di connessione con la natura, di silenzio.
Un anello perfetto per chi ama camminare, osservare, ascoltare… e perdersi un po’.

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