TAPPA PAVIA-SANTA CRISTINA

Attraversiamo la lunga periferia di Pavia per ritrovarci a camminare su stradine asfaltate quasi prive di traffico tra i campi a cultura intensiva e gli ambienti fluviali prossimi al Po. Che un tempo fossero queste le “vie dei pellegrini” lo dimostra la presenza di belle chiese lungo il Cammino, come San Giacomo della Cerreta, e il toponimo Ospitaletto, oggi frazione di Linarolo. Superato Belgioioso e il suo castello, proseguiamo alternando strade secondarie e sterrate fino a Santa Cristina, circondati, nella bella stagione, di spighe dorate e coloratissimi fiori.

La tappa ( Distanza: 27,92 Km) attraversa la pianura alluvionale del Basso Pavese, caratterizzata dai terrazzi fluviali a San Lazzaro, Belgioioso e Santa Cristina e dai paesaggi della pianura coltivata a cereali, foraggio e riso. Diversamente dalle tappe precedenti la zona è urbanizzata, anche se a bassa densità. Si incontrano quindi edifici storici, chiese, agglomerati urbani, spesso con vestigia che ricordano il passaggio dei pellegrini e dei mercanti lungo la Via Francigena.

A est di Pavia troviamo San Lazzaro, fondata nel 1157 da Gislenzone Salimbene, e dai figli Siro e Malastreva, unitamente all’ospedale annesso, che è uno dei più antichi lebbrosari d’Italia. L’ospedale è incorporato nella cascina sul lato sud della Chiesa. La parte più bella dei San Lazzaro è la loggetta che costituisce la parte alta del lato nord, lungo il quale correva l’antica strada. Salvata da rovina e restaurata negli anni Trenta, conserva all’interno solo poche figure dell’antica decorazione affrescata.

Sempre nel comune di Pavia troviamo la chiesa ed il monastero di San Pietro in Verzolo, nome probabilmente desunto dalle verze che venivano coltivate nei campi limitrofi, ma detto anche anticamente “dei lebbrosi”. 

La struttura sorse su un precedente edificio di età longobarda gestito dai monaci colombaniani di san Colombano, fondatore a Bobbio (PC) nel 614 della potente abbazia di San Colombano. Nel luglio 929, in occasione della traslazione dell’arca con il corpo di S.Colombano da Bobbio a Pavia, prima di essere portato nella Basilica di San Michele Maggiore, sarebbe stato collocato provvisoriamente nella chiesa di S.Pietro definita “de Leprosi”.

Sorgeva lungo la Strada Regina, per Piacenza, che attraversava anche Linarolo e i territori di San Leonardo e Ospedaletto (ora frazioni di Linarolo), dove ancora oggi vi sono le vestigia di un antico ospitale per i pellegrini.

Linarolo, nel parco Lombardo della Valle del Ticino, è situato a valle della confluenza del Ticino nel Po, che avviene all’altezza del ponte della Becca, nella frazione di Vaccarizza

Il percorso continua, senza entrare in Linarolo, sul territorio di Belgioioso, fino all’oratorio di San Giacomo della Cerreta, dove la chiesa costituiva un punto di ritrovo per molti pellegrini, nella campagna che si estende sulla riva sinistra del Po, circondato da poche case e dal muro di una cascina che stringe dappresso la parete dell’abside.

Belgioioso non è distante dalla riva sinistra del Po ed ha un’origine recente rispetto agli altri centri della provincia. Secondo la tradizione popolare Brüsacrist era il soprannome che in passato era dato agli abitanti, in relazione alla rivolta popolare del 1776 contro la Curia di Pavia che tardava a nominare di un nuovo sacerdote. Il borgo è sorto nel XIV sec. e si è sviluppato intorno al castello. 

Lasciato Belgioioso si arriva a un altro borgo sulla Via, Torre De’ Negri, il cui assetto urbanistico attuale è effetto delle inondazioni del Po che in passato hanno spesso colpito il paese. Come si può vedere lungo il cammino, oggi è un centro agricolo e vi si pratica la pioppicoltura.

Si continua verso Costa de’ Nobili, tra campi coltivati, rogge, boschi. 

Si attraversa l’Olona e si entra nel borgo, per poi continuare verso Santa Cristina e Bissone, la SCE CRISTINE (XL) di Sigerico. Oggi è un piccolo centro agricolo di poco meno di 2.000 abitanti, sede dei comuni di Santa Cristina e Bissone. 

Oltre all’ostello dove probabilmente deve aver pernottato Sigerico, vi esisteva un’abbazia, dove, sostò anche Corradino di Svevia. A Bissone sorge un altro castello dei Visconti. A Bissone è stato rinvenuto un cimitero dell’età del Bronzo.

Questa tappa prevede molti tratti in banchina, ma su strade quasi prive di traffico; prestare attenzione nell’attraversare la rotonda sulla SS 617, dopo San Pietro in Verzolo.

Attenzione: fuori dai centri abitati non è possibile rifornirsi d’acqua. 

Per le sue caratteristiche la tappa Pavia – Santa Cristina e Bissone è considerata di difficoltà MEDIA.